Le misure di prevenzione: l'adeguamento ai principi del giusto processo sulla spinta della CEDU e della Corte Costituzionale
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- Categoria: Saggi
- Pubblicato 20 Ottobre 2011
- di Andrea De Longis
Le misure di prevenzione sono, a tutti gli effetti, misure ante o praeter delictum dirette ad evitare la commissione di reati da parte di soggetti considerati socialmente pericolosi, e sono applicabili, quindi, indipendentemente dalla commissione di reati.
Tali misure, giudicate da giuristi, avvocati e studiosi prive di copertura costituzionale, sono state, nel corso degli anni, oggetto di diverse modifiche legislative, determinate dalla crescente necessità di combattere le mafie e dall'intento di renderle applicabili con maggior speditezza.
Parimenti, si registra un'evoluzione giurisprudenziale, non sempre univoca, dettata dall'esigenza di ricondurre le misure in oggetto nell'alveo costituzionale.
La Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, chiamata più volte a pronunciarsi sulla questione, ne ha evidenziato l'indeterminatezza e la non conformità ai principi del giusto processo; il giudice di Strasburgo ha riconosciuto, tuttavia, in capo agli Stati, un'ampia discrezionalità per arginare i fenomeni, sempre più preoccupanti, di criminalità organizzata.
Sul piano interno, con la sentenza n. 93/2010, la Corte Costituzionale fa proprie alcune pronunce della CEDU, avviando un processo di giurisdizionalizzazione di siffatte misure; cosicché, da semplici "sanzioni amministrative" si avvierebbero ad essere configurate come vere e proprie "sanzioni penali", comminabili pertanto, soltanto all'esito di un vero ed equo processo.




