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  • Corso Robert Schuman 2013

    Professione legale internazionale ed europea per la tutela dei diritti fondamentali dell'uomo
    Master Full Time - Strasburgo, 15 luglio - 3 agosto 2013

  • Corso Robert Schuman 2013

    Destinatari
    Il Corso è diretto ad avvocati, praticanti avvocati, giuristi e laureati in giurisprudenza che vogliano misurarsi con l’alto profilo dell’esperienza proposta e proporsi, all'esito delle attività didattiche, come professionisti nel campo della tutela dei diritti umani.

  • Corso Robert Schuman 2013

    Contenuti
    Il dialogo tra le corti nazionali, europee ed internazionali; il rinvio pregiudiziale; la procedura dinanzi la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo; le condizioni di ricevibilità di un ricorso; redazione, contenuto ed iter di un ricorso; il rispetto della vita privata e familiare; la tutela della proprietà; il diritto ad un processo equo; la ragionevole durata dei processi.

  • Corso Robert Schuman 2013

    Stage
    La Società promotrice offre ai partecipanti n° 1 stage presso Studi legali Italiani attivi nel campo della tutela internazionale dei Diritti dell’Uomo e specializzati in contenzioso dinanzi le Corti Europee. L’inserimento nello studio professionale prevede la redazione di atti destinati alle giurisdizioni internazionali, traduzione ed interpretazione di pronunce CEDU, ricerca di precedenti finalizzata alla costruzione e redazione di un ricorso, case-studies su materie specifiche.

  • Corso Robert Schuman 2013

    Servizi ai partecipanti
    Assistenza per viaggio ed alloggio; accesso ad internet in WI-Fi nella sede del Corso; tutoring dedicato in loco; assistenza per l'accesso alla biblioteca della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo; study tours presso il Parlamento Europeo ed il Consiglio d'Europa.

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Le misure di prevenzione: l'adeguamento ai principi del giusto processo sulla spinta della CEDU e della Corte Costituzionale

Le misure di prevenzione sono, a tutti gli effetti, misure ante o praeter delictum dirette ad evitare la commissione di reati da parte di soggetti considerati socialmente pericolosi, e sono applicabili, quindi, indipendentemente dalla commissione di reati.
Tali misure, giudicate da giuristi, avvocati e studiosi prive di copertura costituzionale, sono state, nel corso degli anni, oggetto di diverse modifiche legislative, determinate dalla crescente necessità di combattere le mafie e dall'intento di renderle applicabili con maggior speditezza.
Parimenti, si registra un'evoluzione giurisprudenziale, non sempre univoca, dettata dall'esigenza di ricondurre le misure in oggetto nell'alveo costituzionale.
La Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, chiamata più volte a pronunciarsi sulla questione, ne ha evidenziato l'indeterminatezza e la non conformità ai principi del giusto processo; il giudice di Strasburgo ha riconosciuto, tuttavia, in capo agli Stati, un'ampia discrezionalità per arginare i fenomeni, sempre più preoccupanti, di criminalità organizzata.
Sul piano interno, con la sentenza n. 93/2010, la Corte Costituzionale fa proprie alcune pronunce della CEDU, avviando un processo di giurisdizionalizzazione di siffatte misure; cosicché, da semplici "sanzioni amministrative" si avvierebbero ad essere configurate come vere e proprie "sanzioni penali", comminabili pertanto, soltanto all'esito di un vero ed equo processo.