Corte EDU: codificata la norma sulla sentenza pilota
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- Pubblicato 21 Ottobre 2011
- di Alessia Farina
La nuova norma codifica la già esistente " procedura della sentenza pilota" della Corte, introdotta per far fronte alle situazioni da cui emergono disfunzionalità sistematiche o strutturalia livello nazionale, che danno pertanto luogo ad un certo numero di ricorsi ripetitivi. Tenuto conto dell'esperienza della Corte nell'applicare tale procedura in diversi paesi e situazioni, la novella stabilisce una precisa struttura normativa per le sentenze pilota.
L'articolo 61 entrerà a far parte del Regolamento della Corte Europea per i Diritti dell'Uomo il 31 marzo 2011, recependo quindi l'invito contenuto nella dichiarazione finale dell' "Interlaken Conference" del Febbraio 2010. In quella sede, la Corte veniva invitata a " sviluppare norme chiare e prevedibili per ciò che concerne la procedura della sentenza pilota in relazione alla selezione delle richieste, la procedura da seguire ed il trattamento dei casi sospesi".
Fra le altre cose, l'art.61 dichiara quanto segue:
- la Corte consulterà il/i ricorrente/i ed il/i Governo/i dello/degli Stato/i in questione e tutte le altre parti coinvolte prima di avviare la procedura;
- la Corte identificherà il tipo di misure generali che lo Stato in questione dovrà adottare a livello nazionale, potendo stabilire un periodo di tempo entro il quale esso debba applicare tali misure; e potrà rinviare i casi simili in attesa si misure di riparazione;
- qualsiasi composizione amichevole deve indicare anche le misure generali e rinviare per gli altri/ potenziali ricorrenti; e
- laddove uno Stato manchi di adottare le misure convenute (laddove non si conformi alla sentenza pilota), la Corte potrà riprendere la trattazione dei casi sospesi.
La procedura pilota ha tre obiettivi: assistere i 47 Stati Europei che hanno ratificato la Convenzione per i Diritti Umani nel risolvere i problemi sistematici o strutturali a livello nazionale; provvedere ad un esame più celere dei casi in questione; permettere alla Corte Europea di affrontare in maniera più efficiente e tempestiva i procedimenti, riducendo il numero di casi analoghi, spesso complessi, che necessitano di un esame dettagliato.




