Costituisce violazione dell'art. 14 in combinato disposto con l'art. 8 l'esistenza di due distinte fattispecie penali, che, punendo gli atti sessuali con minori, dispongano condizioni differenti di punibilità, in ragione dell’orientamento sessuale del soggetto attivo del reato. In particolare, quando – con particolare riguardo all'età dei minori coinvolti – gli atti sessuali con minori siano puniti più severamente giacché di stampo omosessuale, introducendo dunque un trattamento differenziato in ragione dell'orientamento sessuale.
Con riferimento all'art. 41 della Convenzione, la Corte ha ribadito la necessità che i ricorrenti nel richiedere il rimborso dei costi e delle spese sostenute a seguito del processo, siano in grado di dimostrarne l'effettività nonché la ragionevolezza relativamente al quantum.
La gravità delle accuse mosse all’imputato non possono giustificare, di per sé, lunghi periodi di detenzione, anche se trattasi di accertare la responsabilità di un presunto membro appartenente ad un’organizzazione criminale. Pertanto, si configura una violazione dell'articolo 5.3 Cedu, nelle ipotesi di lunga detenzione cautelare, in quanto i giudici nazionali non hanno poteri illimitati per estendere la misura. Infine, la CEDU ricorda l’esperibilità di un'azione civile di risarcimento, innanzi ai giudici nazionali, per i detenuti in celle sovraffollate e malsane.
Il diritto ad un equo processo per le cause civili si sostanzia nell’esigenza della parità delle armi processuali secondo un corretto equilibrio tra le parti. Di conseguenza vige il dovere di offrire a ciascuna parte una possibilità ragionevole di presentare le proprie motivazioni in condizioni che non la pongano in una situazione di netto svantaggio rispetto al proprio avversario. Il principio di legalità e il diritto ad un equo processo si oppongono a qualsiasi ingerenza del potere legislativo nell’amministrazione della giustizia allo scopo di influenzare la conclusione giudiziaria della lite. I lodi arbitrali, non annullati, che riconoscono un diritto a delle somme di denaro sono da considerarsi decisioni definite e come tali sono idonei ad attribuire un diritto ai sensi dell’art. 1 prot.1. Il provvedimento statale che disponga la loro nullità rappresenta un’intromissione ingiustificata nel diritto di proprietà dell’individuo.
Sussiste violazione dell’art. 2, sotto il profilo materiale, qualora l’uso della forza mortale da parte degli agenti dello Stato non sia assolutamente necessario, ossia sproporzionato nelle circostanze.
Sussiste violazione dell’art. 2, sotto il profilo procedurale, qualora le autorità statali vengano meno all’obbligo di condurre indagini efficaci in ogni caso in cui vi sia stata la morte di un uomo a seguito del ricorso alla forza.
Non costituisce violazione dell’art. 14 in combinato disposto con l’art. 2, sotto il profilo materiale, qualora non risulti sufficientemente provata che la condotta della polizia sia fondata su discriminazioni di ordine razziale.
Costituisce violazione dell’art. 14, in combinato disposto con l’art. 2, sotto il profilo procedurale, la mancanza di indagini efficaci volte ad accertare la sussistenza di un comportamento discriminatorio.
L’obbligo di proteggere il diritto alla vita imposto dall’articolo 2 della Convenzione, implica ed esige di condurre indagini efficaci in ogni caso in cui vi è stata la morte di un individuo in circostanze sospette.
Sussiste violazione dell’art. 4 Cedu, qualora gli Stati Membri non adottino misure legislative adeguate e non collaborino al fine di reprimere il fenomeno della tratta degli essere umani.
Agli interessati deve essere garantito l’accesso effettivo ad un tribunale al fine di poter contestare la regolarità delle ispezioni domiciliari e dei sequestri, svolti in occasione di controlli fiscali.
Sussiste la violazione dell’art. 10 Cedu nelle ipotesi in cui i Giudici nazionali condannino dei giornalisti per aver divulgato informazioni relative alla vita privata di un individuo che, in ragione della sua attività politica, sia oggetto di interesse pubblico.
Allorquando le notizie divulgate rivestano carattere pubblico, l’ ingerenza, sebbene trovi fondamento nella normativa interna, non è “necessaria in una società democratica” e non soddisfa, quindi, i requisiti di cui all’articolo 10.2. Cedu.
Non costituisce violazione dell’art. 6 , par. 1 della Convezione E.D.U. l’essere giudicati da un organo che, formalmente amministrativo, presenti tutte le caratteristiche sostanziali di un’autorità giurisdizionale ancorchè i suoi membri siano in situazione di incompatibilità. Ciò che rileva, invero, è la necessità che qualsiasi procedimento incidente su diritti e doveri civili, assicuri le garanzie di indipendenza, oralità della discussione e pubblicità delle udienze. Non è dato ricavare, quindi, quale corollario dell’obbligo di imparzialità, il principio per cui un giudice che emana una decisione amministrativa o giurisdizionale è tenuto ad inviare la causa ad una differente autorità giurisdizionale o ad un ramo diverso di tale autorità nei casi da cui possa evincersi una seppur minima parzialità.
Non costituisce violazione dell’art. 6, par.1, l’ eccessiva durata di un procedimento penale se lo stesso viene giustificato dalla particolare complessità del caso nonché dal comportamento processuale dell’indagato, ovvero da specifiche e comprovate esigenze logistiche nella gestione delle investigazioni.
Costituisce violazione dell’art. 10 della Convenzione disporre perquisizioni presso il domicilio e presso il luogo di lavoro del giornalista finalizzate esclusivamente ad individuare la sua fonte d’informazioni. Il giornalista ha diritto a non rivelare la propria fonte di informazioni.
Del pari costituisce violazione dell’art. 8 par. 1 della Convenzione il provvedimento che disponga la perquisizione dello studio dell’avvocato del giornalista ed il contestuale sequestro di un documento confidenziale inviato da un cliente al proprio avvocato.




