Corso Robert Schuman 2015
Professione Legale Internazionale ed Europea per la Tutela dei Diritti Fondamentali dell'Uomo

Master Full Time, Strasburgo, 24 agosto - 4 settembre 2015
In corso di accreditamento dal Consiglio Nazionale Forense per n. 24 Crediti Formativi.

Corso Robert Schuman 2015
Professione Legale Internazionale ed Europea per la Tutela dei Diritti Fondamentali dell'Uomo

Master Full Time, Strasburgo, 24 agosto - 4 settembre 2015
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Master Full Time, Strasburgo, 24 agosto - 4 settembre 2015
In corso di accreditamento dal Consiglio Nazionale Forense per n. 24 Crediti Formativi.

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Professione Legale Internazionale ed Europea per la Tutela dei Diritti Fondamentali dell'Uomo

Master Full Time, Strasburgo, 24 agosto - 4 settembre 2015
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Martedì, 14 Luglio 2015 07:38

La sezione filtro della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo ha pubblicato - 21.04.2015 - un documento che rassegna gli errori più frequentemente commessi dai ricorrenti in relazione ai nuovi requisiti formali di ricevibilità del ricorso, introdotti dal riformulato art. 47 del Regolamento della Corte.

Il report - disponibile a questo indirizzo - suggerisce inoltre, per ciascuno di questi errori comuni, le migliori soluzioni operative.

Venerdì, 10 Luglio 2015 10:18

Con sentenza resa il 30.06.2015 nel caso Peruzzi c. Italia – ric. n. 39394/09 – la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha concluso per la non violazione dell’art. 10 – Libertà di espressione.

Martedì, 30 Giugno 2015 10:30

Il Comitato Affari Legali dell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa ha espresso profonda preoccupazione a fronte dell’elevatissimo numero di sentenze CEDU che non trovano adeguata ed effettiva applicazione negli Stati convenuti – i numeri parlano di circa 11.000 casi.

Sabato, 14 Marzo 2015 12:08

Il diritto alla “ragionevole durata del processo” si è ormai stabilmente inserito nel nostro ordinamento, collocandosi come satellite strumentale orbitante attorno al più ampio principio di “equo processo”. La positivizzazione del diritto è riconducibile alla legge Pinto, frutto di un contesto politico difficile e pacificamente riconoscibile come reazione disordinata alla consolidata giurisprudenza europea della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo. La legge citata ha posto definitivamente fine alla sequela sistematica di pronunce a carattere “punitivo” nei confronti dell'Italia per l'irragionevole durata dei processi, approntando e costruendo un meccanismo interno di diritto nazionale funzionalizzato alla riparazione del danno da “durata irragionevole” del momento processuale.

Mercoledì, 18 Febbraio 2015 00:00

Il primo agosto 2014 è entrata ufficialmente in vigore la Convenzione sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica - meglio nota come "Convenzione di Istanbul" - adottata dal Consiglio d'Europa l'11 maggio 2011.

La Convenzione ha l'obiettivo di: proteggere le donne da ogni forma di violenza e prevenire, perseguire ed eliminare la violenza contro le donne e la violenza domestica; contribuire ad eliminare ogni forma di discriminazione contro le donne e promuovere la concreta parità tra i sessi; predisporre un quadro globale di politiche e di misure di protezione e di assistenza a favore di tutte le vittime di violenza contro le donne e di violenza domestica; promuovere la cooperazione internazionale al fine di eliminare la violenza contro le donne e la violenza domestica; sostenere e assistere le organizzazioni e le autorità incaricate dell'applicazione della legge in modo che possano collaborare efficacemente, al fine di adottare un approccio integrato per l'eliminazione della violenza contro le donne e la violenza domestica.

Martedì, 25 Novembre 2014 18:57

Il codice civile entrato in vigore nel 1942 intende l’istituto familiare quale unione in matrimonio tra due soggetti. L’evolversi della società (e del diritto) nel tempo ha, però, conosciuto e considerato la formazione di coppie anche al di fuori del vincolo coniugale. Sempre più frequentemente la legge stessa utilizza il termine “convivente” in aggiunta a quello di “coniuge”. Tali premesse hanno comportato più sollecitazioni da parte della Corte Costituzionale al Parlamento per intervenire in materia tramite un provvedimento organico. Nel frattempo, numerosi sono stati gli interventi giurisprudenziali. Attualmente, nella vigenza della XVII Legislatura, risulta in corso di esame alla 2° commissione permanente (Giustizia) il Disegno di legge intitolato “Disciplina delle coppie di fatto e delle unioni civili. Il tema oggetto di ricerca è eticamente ed ideologicamente sensibile, suscitando vivaci dibattiti e polemiche, in particolare se speculato secondo la prospettiva di una eventuale ed ammissibile estensione di copertura legislativa anche nei confronti di convivenze same-sex.

Martedì, 25 Novembre 2014 15:11

Scopo del presente scritto è quello di esaminare il giudizio formulato dalla Corte europea dei diritti dell’uomo sull’art. 35 ter della legge n. 354 del 1975 al fine di verificare se le misure approntate, in seguito all’entrata in vigore del decreto legge, 26 giugno 2014, n. 92, così convertito nella legge, 11 agosto 2014, n. 117, abbiano recepito le censure critiche sollevate nella nota sentenza Torreggiani.

Martedì, 25 Novembre 2014 14:54

Storicamente, all’interno del codice civile entrato in vigore nel 1942, la realtà pre-giuridica della “famiglia” è stata intesa quale unione matrimoniale tra due soggetti di sesso diverso. L’istituto della trascrizione ha, in generale, notevole rilievo per la legge italiana, non soltanto, quindi, con riguardo al matrimonio (concordatario). Si tratta infatti di un meccanismo diretto a rendere pubblici determinati atti relativi a diritti sulle cose, strettamente concernente i temi della pubblicità e della circolazione giuridica, per conferire certezza ed inattaccabilità alle posizioni giuridiche soggettive. Il tema è di estrema attualità, specie a fronte di una recente Circolare del Ministero dell’Interno, che in data 7 ottobre 2014 ha chiesto ai Prefetti di annullare le trascrizioni, effettuate da alcuni Sindaci italiani nei Registri dello stato civile, di matrimoni gay contratti all’estero. Ratio di tale Circolare concerne la impossibilità tra persone dello stesso sesso di sposarsi secondo la legge italiana attuale, e la conseguente non trascrivibilità del rito all’interno dei Registri, per violazione di legge. In data 3 novembre 2014, con due decreti monocratici, il Presidente della I sezione ter, Tar Lazio ha respinto la richiesta di sospensione dell’atto con cui il Prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro, aveva disposto l’annullamento delle trascrizioni dei matrimoni gay contratti all’estero. Infatti, due delle sedici coppie le cui unioni erano state previamente trascritte dal Sindaco di Roma, Ignazio Marino, si erano rivolte ai Giudici al fine di ottenere, in via cautelare, provvisoria ed urgente, la sospensione del provvedimento di annullamento. Inoltre, sempre in data 3 novembre 2014, è stato emesso altro provvedimento di annullamento, quanto a tredici trascrizioni di matrimoni same-sex, da parte del Prefetto di Milano, Francesco Paolo Tronca, che ha ordinato al Sindaco, Giuliano Pisapia, di procedere ai conseguenti adempimenti.

Martedì, 25 Novembre 2014 10:43

La Corte di Giustizia dell’Unione Europea torna ad occuparsi della tutela dei consumatori, tematica assai rilevante ed attuale nel panorama giuridico europeo e nazionale. La materia consumeristica costituisce, da anni, un territorio fertile in cui si sono succeduti importanti interventi legislativi e giurisprudenziali finalizzati a massimizzare la tutela dei consumatori considerati, per definizione, parte debole nei contratti con i professionisti. La salvaguardia dei consumatori va da sempre a braccetto con la disciplina della concorrenza perché un mercato competitivo e trasparente offre maggiori garanzie.

Giovedì, 13 Novembre 2014 14:18

Il 14 ed il 15 novembre a Roma presso il tribunale civile di Roma, sala della musica si terrà il convegno organizzato dall'Associazione europea dei diritti civili con Foroeuropeo e Avvocati per l'Europa. 

Martedì, 16 Giugno 2015 00:00

La Grande Camera della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo ha stabilito che, a certe condizioni, l'editore professionista di un portale web può essere ritenuto responsabile per i commenti rilasciati dagli utenti in calce alle notizie ivi pubblicate.

Lunedì, 09 Giugno 2014 09:46

Non costituisce violazione dell’art. 8 della Convenzione (Diritto al rispetto della vita privata e familiare), l’obbligo imposto agli avvocati di segnalare alle autorità le operazioni dei propri clienti che si sospettino finalizzate al riciclaggio di capitali, giacché tale misura non lede eccessivamente il principio del segreto professionale. Nel caso presente, su tale soluzione pesa in maniera determinante la circostanza che a detto obbligo non si dia applicazione in caso di attività difensiva in giudizio o di consulenza legale, ma solo in caso di sostituzione o supporto del cliente nella gestione di determinati affari.

Perché possa darsi applicazione alla cd. “presunzione di protezione equivalente”[1], e di conseguenza presumere, senza procedere ad esame nel merito da parte della Corte Edu, che una normativa di derivazione euro-unitaria sia conforme alla Convenzione, è necessario che al ricorrente sia stato consentito l’accesso alla giurisdizione della Corte di Giustizia del Lussemburgo.

Può considerarsi “vittima” ai sensi dell’art. 34 colui il quale, a causa dell’esistenza di una normativa che si contesta essere in contrasto con la Convenzione, è costretto a modificare la propria condotta pena il rischio di sanzioni, anche qualora tali sanzioni non siano state comminate.

Martedì, 29 Aprile 2014 08:22

Non costituisce violazione dell’art. 6, para.1 Cedu la decisione di un Tribunale Amministrativo che ritenga legittimo un provvedimento espropriativo motivato in base alle esigenze del traffico stradale, e basato sulla considerazione che non sussista alcun’altra soluzione alternativa a quella prospettata dall’autorità procedente. Ciò in quanto la giurisdizione amministrativa è dotata di ampi poteri giurisdizionali finalizzati tanto al vaglio di legittimità di un provvedimento quanto all’esame nel merito dello stesso.

Non costituisce violazione dell’art. 6 , para. 1 Cedu la scelta del giudice nazionale di non ascoltare le parti all’interno di un processo qualora nessuna di esse ne abbia fatto specifica richiesta.

Martedì, 29 Aprile 2014 08:21

L’art. 1 prot. 1 CEDU contiene tre norme distinte: la prima enuncia il principio generale del rispetto della proprietà, la seconda norma dispone la privazione della proprietà a determinate condizioni; la terza riconosce agli Stati il potere di disciplinare l’uso dei beni in modo conforme all’interesse generale. Una norma nazionale che attribuisce privilegi in favore dello Stato pregiudicando il diritto di proprietà degli individui viola l’art. 1 prot.1 CEDU ogniqualvolta non è sorretta da una ragione d’interesse o finalità pubblica. Lo scopo di preservare le casse dello Stato - attraverso il meccanismo della prescrizione breve, che elimina i debiti e non sovraccarica il bilancio nazionale - non costituisce, non essendo assimilabile ad un interesse pubblico, una giustificazione idonea per pregiudicare il diritto di proprietà degli individui.

Martedì, 29 Aprile 2014 08:20

Non sussiste violazione dell’art. 3 CEDU qualora la prolungata applicazione del regime di cui all’art. 41 bis dell’ordinamento penitenziario non raggiunga la soglia minima di gravità necessaria affinché possa considerarsi trattamento “inumano o degradante”. Le restrizioni alle visite familiari imposte ai detenuti sulla base del regime speciale di detenzione non costituiscono violazione dell’art. 8 CEDU, in quanto necessarie in una società democratica e proporzionate agli scopi legittimi perseguiti. Manifesta infondatezza della pretesa violazione degli artt. 6 § 1 e 13 CEDU, in ragione dell’assenza di un rimedio interno effettivo avverso i decreti ministeriali di proroga del regime ex art. 41bis, in quanto non sufficientemente provata da parte ricorrente. Sussiste violazione dell’art. 8 CEDU, sotto il profilo del diritto al rispetto della corrispondenza, attesa l’inosservanza dell’art. 18 ter L.95/2004, che vieta il controllo sulle lettere dei detenuti inviate al proprio difensore ed agli organi internazionali competenti in materia di diritti umani.

Martedì, 29 Aprile 2014 08:19

L'espulsione di un cittadino verso un altro paese in cui egli corre il rischio di essere soggetto a procedimenti penali a causa della sua omosessualità, rischio che comunque non rientra nella definizione di persecuzione, può essere giustificata nel caso in cui risponda ad esigenze di mantenimento dell'ordine pubblico necessarie in una società democratica e sia proporzionato rispetto a tal fine, e in questo caso pertanto non costituisce violazione dell'art.8. Inoltre la discriminazione operata in specifiche normative tra coppie omosessuali stabili rispetto a coppie eterosessuali non legate da matrimonio, poiché le seconde sono assimilabili al concetto di famiglia può essere obiettivamente e ragionevolmente giustificata e quindi il ricorso in merito riguardante all'art. 14 è manifestamente infondato.

Martedì, 29 Aprile 2014 08:17

La Corte ritiene che là dove non esista un consenso diffuso e uno standard unico tra gli Stati contraenti circa una determinata materia debba essere garantito alle autorità nazionali un ampio margine di discrezionalità. Pertanto, non costituisce una violazione dell’articolo 8, riguardo il rispetto della vita familiare, la mancata previsione all’interno del diritto di famiglia nazionale di uno strumento legislativo che garantisca il riconoscimento della paternità agli individui transessuali.

Martedì, 29 Aprile 2014 08:15

Il diritto all’adozione, in quanto tale, non è tutelato dalla Convenzione.

I rapporti tra genitore e figlio adottivo sono tutelati ai sensi dell’art. 8 Cedu che garantisce il rispetto alla vita familiare.

Martedì, 29 Aprile 2014 08:14

In nessun caso l’articolo 5 della Convenzione può essere interpretato in maniera tale da permettere la detenzione di una persona semplicemente perché le sue opinioni o il suo comportamento si discostano da ciò che si considera “normale” in una determinata società.

L’adozione di misure restrittive della libertà a causa di un’infermità psichica deve avvenire sempre e comunque nel rispetto di procedure predeterminate dalla legge.

Salvo situazioni d’emergenza, dovrà essere considerata illegittima la misura restrittiva della libertà disposta a causa di un’infermità psichica quando la malattia mentale del destinatario della misura non sia stata diagnosticata in maniera appropriata. Il disturbo diagnosticato dovrà essere di natura o di gravità tale da richiedere misure restrittive della libertà. La legittimità del perdurare di tali misure sarà condizionata dalla permanenza del disturbo diagnosticato.

È in contrasto con l’oggetto e lo scopo dell’art. 5 della Convenzione, letto alla luce del comma 4 dello stesso, impedire ai destinatari di misure di detenzione l’accesso ad un ricorso effettivo, corredato dalle ordinarie garanzie di un giusto processo, che consenta un vaglio di legalità dei provvedimenti restrittivi della libertà emanati, ancorché essi siano stati disposti da un Tribunale.

Nel privare una persona della capacità di amministrare i propri beni, le garanzie di cui all'articolo 6.1 devono comunque essere rispettate, anche quando il provvedimento è giustificato dalla sussistenza di un disturbo psichico.

Martedì, 29 Aprile 2014 08:13

Una differenza di trattamento fondata esclusivamente sulla nazionalità in materia di prestazioni di sicurezza (assistenza) sociale non è compatibile con il principio di non discriminazione di cui alla Convenzione europea, in quanto non si è in presenza di condizioni che possono soddisfare il requisito della razionale causa giustificatrice fondata su obiettivi legittimi e mezzi proporzionati.