Mercoledì, 02 Luglio 2014 07:43

La Corte ricorda inoltre che grava in prima istanza sulle autorità nazionali, e in particolare, alle corti e ai tribunali, l’onere e la responsabilità di interpretare il diritto interno, ed afferma che non è competente a sostituire la propria interpretazione a quella nazionale, salvo che in presenza di decisioni manifestamente arbitrarie. Tale principio è particolarmente pregnante in relazione all'interpretazione da parte dei tribunali delle norme di natura procedurale, quali i termini che disciplinano l'introduzione dei ricorsi. In linea di principio, compete ai tribunali interni il controllo sull'osservanza delle norme proprie relative ai termini nello svolgimento dei processi (Tejedor García c. Spagna, 16 dicembre 1997, § 31, Raccolta 1997-VIII).

Resta il fatto che i ricorrenti, che avevano adito i giudici amministrativi in buona fede e in un regime giuridico che poteva dar luogo ad una pluralità di interpretazioni plausibili, sono stati privati della possibilità di reintrodurre i loro ricorsi dinanzi ai tribunali definitivamente individuati come competenti, ovvero il giudice del lavoro (v. inoltre, nell’ambito  dell'esame del ricorso ai sensi del Protocollo n. 1,  paragrafi 54-56 qui di seguito). Il diritto d'accesso a un tribunale è risultato quindi leso nella sua sostanza. Vi è stata dunque una violazione dell’articolo 6 § 1 della Convenzione.   

Lunedì, 30 Giugno 2014 15:50

Il 28 giugno 2014 è entrato in vigore - a seguito di pubblicazione nella G.U. n. 147 del 27.06.2014 - il Decreto Legge 26 giugno 2014 n. 92, recante, tra l'altro, "Disposizioni urgenti in materia di rimedi risarcitori in favore dei detenuti e degli internati che hanno subito un trattamento in violazione dell'articolo 3 della convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle liberta' fondamentali".

Giovedì, 05 Giugno 2014 07:29

L'università degli Studi di Napoli "L'Orientale" e la Scuola di Procida per l'Alta formazione organizzano, dal 1 al 4 luglio nella suggestiva cornice del Conservatorio delle Orfane di Terra Murata - Procida -, una training school dedicata alla questione della sicurezza e della protezione in mare.

Martedì, 03 Giugno 2014 07:47

Sommario: 1. L’art.1 del Protocollo addizionale n.1 alla Convenzione europea dei diritti dell’uomo: genesi e finalità. -  2. La struttura della norma. – 3. L’individuazione del “bene” oggetto di tutela secondo l’interpretazione autonoma della cedu. – 4. Quando la corte va “oltre”: i casi Beyeler c. Italia, Oneryilditz c. Turchia e Hamer c. Belgio. – 5. La tutela della espéreance legitime et raisonable tra attualità del bene e legittimo affidamento. – 6. Il diritto di proprietà tra Cedu e ordinamento interno: considerazioni conclusive.

Venerdì, 30 Maggio 2014 16:09

In questi giorni, in prossimità delle scadenze imposte dalla Corte Europea di Strasburgo, il dibattito politico italiano è tornato ad affrontare il tema del sovraffollamento delle carceri e delle condizioni dei detenuti. Infatti, in data 19 Febbraio 2014, Palazzo Madama ha convertito definitivamente in legge il decreto n. 146 del 23 Dicembre 2013, recante misure urgenti in tema di tutela dei diritti fondamentali dei detenuti e di riduzione controllata della popolazione carceraria. L’approvazione del provvedimento in questione, il cosiddetto “decreto svuota carceri”, rappresenta l’ultimo atto di un complesso iter legislativo e politico, volto a rispettare e ad uniformarsi alle recenti statuizioni della Corte europea dei diritti dell’uomo. 

Venerdì, 16 Maggio 2014 07:37

La questione del sovraffollamento delle carceri in Europa è ben lungi dal potersi definire chiusa: tanto afferma il Consiglio d'Europa sulla base del report annuale statistico sulla materia penale per il 2012.

Il Consiglio, nell'occasione ingenerata dalla pubblicazione - 29/04/2014 - del rapporto, raccomanda, ancora una volta, a tutti gli Stati Membri, di ridurre il ricorso alla reclusione inframuraria, in favore di misure alternative alla detenzione.

Venerdì, 02 Maggio 2014 07:42

Con proposta del 19 marzo 2014, la "Case-Law Information and Publication Division" della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo ha chiesto l'autorizzazione alla pubblicazione dei nostri contenuti sul database ufficiale della Corte, HUDOC.

Venerdì, 31 Gennaio 2014 17:00

1. Il riscatto del processo del lavoro italiano “comunitario” nella sentenza Carratù. - 2. Le eccezionali e combinate risposte della Cgue nelle decisioni Carratù Papalia. - 3. L’isolamento imposto alla giurisprudenza della Cedu dopo le censure allo Stato italiano. - 4. L’attacco congiunto al muro di Lussemburgo/Roma/Milano e al “Porcellum” della libera avvocatura e del Tribunale di Napoli. - 5. La Cedu aiuta le Alte Corti nazionali a cancellare il “Porcellum” e la stagione delle norme retroattive a favore dello Stato. - 6. La Cedu aiuta la Corte di giustizia a superare i contrasti sul caso Agrati-Scattolon e a chiudere la stagione dei favori allo Stato italiano. - 7. L’udienza del 5 giugno 2013 nella causa Carratù, dopo il ricorso alla Cedu e il fastidio del Collegio lussemburghese. - 8. L’udienza della causa Carratù e la confusione sulle norme di tutela sul precariato pubblico. -        9. L’udienza della causa Carratù e le informazioni “riservate” sulla pregiudiziale della Corte costituzionale. - 10. L’istanza della lavoratrice Carratù di riapertura della fase orale della causa Carratù. - 11. La sentenza Carratù-Papalia e il rigetto/accoglimento dell’istanza di riapertura della fase orale. - 12. La normativa interna applicabile alle varie fattispecie di causa nella sentenza Carratù-Papalia: il Pinocchio statale ha concluso gli studi europei e non può più dire bugie. 13. La disciplina dell’Unione europea applicabile alle fattispecie delle cause Carratù e Papalia- 14. Conclusioni: il Giudice nazionale deve riempire il finto “vuoto normativo” per garantire la tutela effettiva dei diritti fondamentali. La sentenza Montalto della Cedu.

Lunedì, 13 Gennaio 2014 09:59

L'articolo è stato scritto successivamente alla cosiddetta "Operazione Pilastro di difesa", la campagna militare posta in essere dalle Forze di Difesa Israeliane su Gaza a partire dal 14 novembre 2012. Si tratta della seconda operazione militare lanciata da Israele su Gaza: la precedente aveva il nome di "Piombo fuso" ed era avvenuta tra la fine del 2008 e l'inizio del 2009.

Venerdì, 15 Novembre 2013 16:30

In data 2 ottobre 2013 è stato aperto alla firma degli Stati Membri il protocollo n. 16, che introduce una sostanziale novità nel sistema di tutela dei diritti fondamentali, prevedendo una sorta di rinvio pregiudiziale simile a quello previsto dall’art. 267 TFUE riguardante la Corte di Giustizia dell’Unione Europea.